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La Regia Scuola di Applicazione degli Ingegneri di Torino (1860), nucleo originario della prima moderna scuola italiana d’ingegneria che, fondendosi con il Regio Museo Industriale (1868), diventerà il Politecnico di Torino (1906), è stata fondata da poco quando un gruppo di illustri ingegneri professionisti, di professori della Regia Scuola e di ufficiali dell’Esercito pensa alla costituzione di una Società che sia luogo di discussione e di confronto sulle "cognizioni utili all’esercizio delle arti meccaniche ed edilizie, del commercio e dell’industria" (1864).

In quegli anni Torino, non più capitale del Regno ed alla ricerca di un nuovo ruolo economico, intraprende diverse azioni tendenti a favorire la sua trasformazione in un importante centro industriale: accanto alla fondazione di scuole tecniche e di ricerca ed alla rifondazione degli studi universitari, viene costituita, nel marzo del 1866, la Società degli Ingegneri e degli Industriali che nel 1886, in seguito alla riforma dello Statuto ed alla crescente presenza di architetti, assumerà la denominazione di Società degli Ingegneri e degli Architetti.

All’inizio del 1920 la Società cessa la sua autonoma attività e diventa la sezione piemontese dell’Associazione Nazionale Ingegneri d’Italia; contemporaneamente interrompe la pubblicazione della rivista Atti che, per oltre 50 anni, aveva rappresentato il principale canale di comunicazione con la comunità scientifica internazionale e con la società civile locale.

Terminata la seconda guerra mondiale, viene rifondata come associazione autonoma senza fini di lucro la Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino (1945) e viene ripresa la pubblicazione della rivista sotto la denominazione Atti e Rassegna Tecnica (1947).

In ogni periodo della sua storia, la Società ha partecipato al progresso del sapere tecnico e scientifico ed ha mantenuto un rapporto stretto e collaborativo sia con gli istituti di formazione universitaria che con le amministrazioni locali, per le quali ha costituito un fondamentale punto di riferimento nelle più importanti occasioni di trasformazione urbana e territoriale, e verso le quali ha esercitato una continua opera di sensibilizzazione nei riguardi del progresso scientifico e culturale.

Lo Statuto della Società, più volte aggiornato alle nuove esigenze, nella sua formulazione ultima (1992) prevede come scopo sociale la promozione e realizzazione di iniziative culturali nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, per contribuire allo sviluppo del dialogo tra gli ingegneri e gli architetti ed all’incremento dei rapporti del sodalizio con istituzioni ed enti italiani ed esteri. Le iniziative - mostre, convegni, seminari, conferenze, presentazioni di libri, viaggi e visite di studio - sono orientate verso filoni diversi e complementari rivolti all’investigazione del passato, all’analisi del presente ed alla definizione di possibili configurazioni del futuro.

Dai primi anni novanta è attivo il Gruppo Giovani della Società; nato per favorire la partecipazione dei giovani professionisti al sodalizio, ha realizzato iniziative destinate a promuovere la conoscenza del patrimonio architettonico cittadino ed il dialogo sui temi dell’architettura.

Il patrimonio della Società è costituito dalle quote annualmente versate dai soci, da contributi su attività specifiche, da donazioni o lasciti comunque effettuati.

 




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